Una restituzione documentale del martirio di S.Orsola

Francesca Salvemini

Abstract


La stringa del carteggio del Martirio di S.Orsola di Caravaggio, filtrata in rapporto al complesso panorama documentale degli avvenimenti biografici del 1610, ricomponeva la cronaca degli ultimi mesi di vita del pittore secondo la seguente cronologia: la feluca che il 27 maggio 1610 aveva imbarcato al porto di Napoli, oltre la cassa del dipinto diretta a Genova, la lettera del procuratore dei Doria Lanfranco Massa del 26 maggio, vi depositerà il 18 giugno successivo un carico a Marcantonio Doria. Intrapelabile come potesse essere lo stesso battello sul quale il pittore sarà partito alla volta di Roma, che, nella scarna e ravvicinata tempistica dei resoconti del suo ultimo viaggio, aveva fatto ritorno a Napoli nel mese di luglio con solo tre quadri. La storiografia della prima metà del Novecento aveva stilisticamente ricostruito il corpus delle sue opere attraverso le fonti storiche secondo il doppio criterio della fruizione e della significativa ricezione dei caravaggeschi, nel silenzio generale dei biografi senza affrontare il dibattito di quel soggetto. Bernardo Strozzi la Matthiessen (collezione Koelliker, Milano), la S.Orsola ‘confitta dal tiranno’, marcata con la sigla sciolta in ‘Marcantonio Doria’ sul verso della tela datato 1616, inventariata nel 1620 nella raccolta genovese, emergeva agli studi nel 1963 nella mostra Caravaggio e caravaggeschi a Napoli come “soggetto allegorico” di Mattia Preti, precedente la pubblicazione in estratto dall’esteso epistolario Massa cui è stata riferita (F. Bologna; V. Pacelli 1980), e da Palazzo Doria d’Angri esposta nel 1985 (già Collezione Romano Avezzano; BCI 1973, Banca Intesa S.Paolo), dettagliando dalla pulitura  (F.Bologna 1990) le iscrizioni sul retro della tela e della foderatura ‘D. Michelangelo da caravagio’ e la data ‘1616’, la croce greca uncinata seguita dalle capitali ‘MAD’ (F. Bologna 1990; V. Pacelli 1994; 2002).

Parole chiave


BENI CULTURALI; DOCUMENTAZIONE; MARTIRIO DI S. ORSOLA

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